• 101 pensieri sull’atto di scrivere – 31

    Amare gli avverbi Occorre amare i connettivi: io amo termini come quindi, dunque, addirittura, purtroppo, intanto. Avverbi, congiunzioni e locuzioni avverbiali, in genere (nonostante la diffusa banalità, storpiatura di un più ristretto consiglio esso stesso non del tutto plausibile, secondo cui, a detta di qualche solone, non si debbano usare gli avverbi). Ed è bene…

  • 101 pensieri sull’atto di scrivere – 30

    La scrittura del morto Io scrivo tutti i giorni. Ma prima di applicarmi nelle cose della scrittura pratico il quotidiano training attraverso il quale raggiungo la ferma consapevolezza di essere morto. Da questa limpida prospettiva è più facile modellare una scrittura libera dall’eco dei temi del giorno, immune dalle piccole competizioni con scrittorucoli viventi, esente…

  • 101 pensieri sull’atto di scrivere – 29

    Gli appunti vanno presi bene Anche per il più frettoloso degli appunti, quello butto giù nel buio di una galleria (quando non guido io…) o in coda dall’erbivendolo, cerco di usare la massima precisione: rintraccio la più nitida volontà espressiva, aspiro alla più alta pulizia formale, tendo alla maggior proprietà lessicale possibile, compatibilmente – va…

I libri di Massimo Tallone

@MassimoTallone

Era tutto previsto…

Intorno ai sei anni ho avuto la percezione piena e possente che il tempo volasse e che la vita fosse molto breve. A sedici anni quella percezione si è trasformata in una certezza. Avevo poco tempo. Perciò mi restavano due soli problemi: il primo, sapere che cosa avrei dovuto fare prima di morire; il secondo, farlo. Per fortuna ho capito subito che leggere e scrivere erano le sole attività alle quali avrei potuto dedicare la vita. E così mi sono messo all’opera. Quando sai ciò che devi fare, lo fai basta. Il tempo lo trovi, e le energie non ti mancano mai. Proprio come gli innamorati trovano il tempo di vedersi o di sentirsi, ogni giorno, qualunque cosa accada.

Massimo Tallone

Autore