101 pensieri sull’atto di scrivere – 49
Mia zia Quando mia zia raccontava un fatterello accaduto in paese, o descriveva un litigio fra vicini di casa, o narrava un episodio successo a qualcuno, o chiedeva un consiglio intorno a un certo controllo medico, o quando si arrampicava sui massimi sistemi con una formula oracolare; insomma, ogni volta che apriva bocca usava una…
101 pensieri sull’atto di scrivere – 48
Il romanzo perfetto Un giovane autore mi ha chiesto se sia possibile scrivere il romanzo perfetto. Gli ho risposto con una frase che avevo già usato in precedenza: «Il fascino di un testo non sempre è dato dalla sua rigorosa finitezza, ma da una luce radente, obliqua, che sfugge alle classificazioni e che spesso sguscia…
101 pensieri sull’atto di scrivere – 47
Il destino burocratico Nulla di più stupido (e del resto quasi impossibile) che inventare storie del tutto immaginarie: ripeto ‘del tutto’ immaginarie. Senza la scaltra presenza di un embrione di verità da distorcere in menzogna, la narrazione assume un tono oracolare, parabolico. Io credo invece, ed è ciò che pratico di solito, che si ottengano…

































