• 101 pensieri sull’atto di scrivere – 34

    La partenza lenta È sempre così, quando comincio il mio regolare e quasi quotidiano atto di scrittura. La prima mezz’ora viene spesa per la prima riga. L’attacco è sbagliato, il registro è burocratico, il tono (lo capisco subito) non è quello giusto. Mi rendo conto che non sono ancora del tutto morto, e quindi l’accesso…

  • 101 pensieri sull’atto di scrivere – 33

    Costanza e disciplina La (mia) scrittura nasce dalla costanza, dalla regolarità. O meglio, dalla costanza della regolarità. Senza scale di merito, s’intende. C’è chi scrive la mattina, chi scrive la sera, chi compone di notte, chi ama il pomeriggio, e chi semplicemente stabilisce il numero minimo di righe da scrivere ogni giorno. Va bene tutto,…

  • 101 pensieri sull’atto di scrivere – 32

    Meringhe al diabetico È fondamentale scrivere dalla prospettiva del morto (cfr. p. 30) anche per un’altra ragione. Gli autori vivi, ben radicati nel mondo e giustamente avviliti dallo spettacolo degli umani, tendono a infarcire il loro scritto di tristi notazioni sociologiche, di imbarazzanti filippiche dal sapore politico, di rancorose valutazioni su medici, avvocati, giornalisti. E…

I libri di Massimo Tallone

@MassimoTallone

Era tutto previsto…

Intorno ai sei anni ho avuto la percezione piena e possente che il tempo volasse e che la vita fosse molto breve. A sedici anni quella percezione si è trasformata in una certezza. Avevo poco tempo. Perciò mi restavano due soli problemi: il primo, sapere che cosa avrei dovuto fare prima di morire; il secondo, farlo. Per fortuna ho capito subito che leggere e scrivere erano le sole attività alle quali avrei potuto dedicare la vita. E così mi sono messo all’opera. Quando sai ciò che devi fare, lo fai basta. Il tempo lo trovi, e le energie non ti mancano mai. Proprio come gli innamorati trovano il tempo di vedersi o di sentirsi, ogni giorno, qualunque cosa accada.

Massimo Tallone

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