• 101 pensieri sull’atto di scrivere – 47

    Il destino burocratico Nulla di più stupido (e del resto quasi impossibile) che inventare storie del tutto immaginarie: ripeto ‘del tutto’ immaginarie. Senza la scaltra presenza di un embrione di verità da distorcere in menzogna, la narrazione assume un tono oracolare, parabolico. Io credo invece, ed è ciò che pratico di solito, che si ottengano…

  • 101 pensieri sull’atto di scrivere – 46

    Il ritmo e gli avverbi Poi c’è la questione del ritmo. Se da un lato è abbastanza familiare l’idea di ritmo in musica (e anche lì sarebbero necessarie alcune distinzioni), dall’altro risulta meno immediato riconoscere in uno scritto di vasto respiro gli elementi che contribuiscono a instillare nel lettore il senso del ritmo. Naturalmente, il…

  • 101 pensieri sull’atto di scrivere – 45

    La pressione D. mi ha detto che riconoscerebbe il mio stile fra mille. Io le ho detto che non ero sicuro di poterlo ritenere un complimento. Le ho ricordato che fra i miei sogni estetici vi è anche quello di non avere alcuno stile riconoscibile, poiché per me l’invisibilità dello stile è il risultato finale…

I libri di Massimo Tallone

@MassimoTallone

Era tutto previsto…

Intorno ai sei anni ho avuto la percezione piena e possente che il tempo volasse e che la vita fosse molto breve. A sedici anni quella percezione si è trasformata in una certezza. Avevo poco tempo. Perciò mi restavano due soli problemi: il primo, sapere che cosa avrei dovuto fare prima di morire; il secondo, farlo. Per fortuna ho capito subito che leggere e scrivere erano le sole attività alle quali avrei potuto dedicare la vita. E così mi sono messo all’opera. Quando sai ciò che devi fare, lo fai basta. Il tempo lo trovi, e le energie non ti mancano mai. Proprio come gli innamorati trovano il tempo di vedersi o di sentirsi, ogni giorno, qualunque cosa accada.

Massimo Tallone

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