• 101 pensieri sull’atto di scrivere – 36

    Scrivi, ma parla di acciughe o di sentieri  Scrivere è come andare in bicicletta, come camminare in montagna. Ti accolli una fatica che non finisce mai, mi dico spesso, e qualcuno ti prende per pazzo, ma alla fine sei contento, perché hai imparato qualcosa su di te, sulla necessità di passare dal lato dei morti,…

  • 101 pensieri sull’atto di scrivere – 35

    Un mestiere frugale Praticare il mestiere gommoso e frugale di scrivere significa sapere che nel quotidiano esercizio compositivo riuscirò a spingermi con chiarezza oltre i miei confini (vale dire, buttare giù qualcosa di veramente nuovo, nel mio cammino espressivo) soltanto dopo due o tre ore. Tutto ciò che ho scritto prima è artigianato, è applicazione…

  • 101 pensieri sull’atto di scrivere – 34

    La partenza lenta È sempre così, quando comincio il mio regolare e quasi quotidiano atto di scrittura. La prima mezz’ora viene spesa per la prima riga. L’attacco è sbagliato, il registro è burocratico, il tono (lo capisco subito) non è quello giusto. Mi rendo conto che non sono ancora del tutto morto, e quindi l’accesso…

I libri di Massimo Tallone

@MassimoTallone

Era tutto previsto…

Intorno ai sei anni ho avuto la percezione piena e possente che il tempo volasse e che la vita fosse molto breve. A sedici anni quella percezione si è trasformata in una certezza. Avevo poco tempo. Perciò mi restavano due soli problemi: il primo, sapere che cosa avrei dovuto fare prima di morire; il secondo, farlo. Per fortuna ho capito subito che leggere e scrivere erano le sole attività alle quali avrei potuto dedicare la vita. E così mi sono messo all’opera. Quando sai ciò che devi fare, lo fai basta. Il tempo lo trovi, e le energie non ti mancano mai. Proprio come gli innamorati trovano il tempo di vedersi o di sentirsi, ogni giorno, qualunque cosa accada.

Massimo Tallone

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