La paura si impara

La paura si impara. Proprio come si impara una lingua o una disciplina artistica. Bisogna allenarla, esporsi a essa, cercarla, praticarla. Il modo più facile ed economico è quello di frequentarla attraverso la letteratura. Forse ho già detto da qualche parte che ho ridotto la potenza di alcune paure enormi, in passato, ripescando dalla memoria situazioni analoghe alla mia e che avevo già ‘vissuto’ attraverso l’esperienza di personaggi letterari. La letteratura ha avuto su di me, per ciò che riguarda la paura, un effetto per così dire di ‘mitridatizzazione’: il mio corpo (più ancora che la mia mente) l’ha riconosciuta, quando è arrivata, e ha tremato un po’ meno, c’erano già alcuni anticorpi. E poi, ci sono diversi tipi di paura, ed è bene conoscerli tutti.

Fatta la premessa, ecco il succo: ho ideato un percorso di letture dal titolo ‘Le forme della paura’. Ogni opera sarà letta, commentata, scandagliata, sia sul piano della tecnica letteraria, sia sul tipo di paura che tratta. Un paio di esempi: ‘Il muro’ di Sartre; ‘Vera’ di Elizabeth von Arnim.

Siccome il lavoro è intenso e i posti sono pochi, chi vuole saperne di più può scrivermi a:omissam.enollat@gmail.com