La scomodità aiuta?

Mi dice che vorrebbe iscriversi al Corso di Noir che partirà a ottobre, ma aggiunge che non si sente attratta dal noir, non crede di avere ‘quel’ tono nelle corde. Mi chiede un consiglio.

“Dato che sarò uno dei due docenti” le ho detto, “potrei sembrarti poco oggettivo, ma provo a risponderti. Ecco come ragionerei, al tuo posto. Scrivere in ‘condizioni scomode’ è molto utile al fine di non cadere nella comfort zone. Beckett ha scelto di scrivere in francese e non nella lingua madre inglese per stare’ nella scomodità’, che costringe a una sorveglianza lessicale assoluta. Ma una variante a questo consiglio potrebbe essere la seguente: ti iscrivi, segui le lezioni e ti impadronisci delle malizie tecniche, però scrivi ciò che vuoi e come vuoi. Deciderai dopo se si tratterà di noir o meno. E se non lo sarà, potrai o accettare il fatto oppure, e sarebbe grandioso, con alcuni sapienti trucchi cercherai di piegare pieghi la trama a una polarità noir, più o meno accentuata. Ma c’è un punto, ancora, che vorrei segnalare: magari, inventi una ‘forma noir’ che non c’è ancora, proprio perché hai affrontato la salita da un versante nuovo.”

Attendo la sua risposta.

2 risposte a “La scomodità aiuta?”

  1. Avatar Carola Garosci
    Carola Garosci

    Grazie Massimo, posso avere maggiori informazioni?
    Carola

    1. Avatar Massimo Tallone

      Ciao, Carola. Ti ho scritto in privato.

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