Trama e scheletro

La potenza di un’azione letteraria è determinata dalla trama (azione, progressione dei fatti, cause ed effetti, dialoghi che modificano la vicenda, colpi di scena, informazioni tecniche sull’accaduto) o da quanta esperienza sensoriale transita al lettore attraverso la capacità dell’autore di evocare immagini, suoni, colori, odori, non in modo piattamente descrittivo, informativo, ma con spessore sapientemente evocativo: metafore, dettagli illuminanti, allusioni, similitudini e così via?

La trama, lo scheletro che regge il romanzo è importante (è importante?), ma deve essere al tempo stesso percettibile e invisibile, proprio come lo scheletro di una persona. Io non vedo le tue ossa, e se le vedessi sarebbe davvero una gran brutta cosa. Tuttavia, vedendo il tuo corpo mi rendo ben conto delle tue ossa, gambe, braccia, testa alludono alle ossa con evidenza totale. Però io vedo ciò che ricopre le tue ossa, la pelle, gli occhi, le orecchie i capelli, non le ossa; vedo ciò che nasconde lo scheletro alla mia vista.

Il romanzo deve produrre una sensazione analoga. Il lettore deve vedere la struttura narrativa che sostiene la storia, ma quello scheletro (quella trama) deve essere ricoperto di dettagli, riempita di pensieri e digressioni, nascosta dietro allusioni e descrizioni, mimetizzata dal contesto che avvolge la trama.

Questa operazione di ‘ricopertura’ della trama non deve suonare posticcia o essere percepita come un riempitivo. Ogni dettaglio, ogni descrizione, ogni dialogo, ognirimpolpamentodel contesto deve risultare essenziale e necessario, indispensabile, proprio come ogni organo esterno del corpo umano. Ma allo stesso tempo deve avere un tono (il tono dell’opera conta più della trama?) come lo hanno i muscoli; deve avere un carattere pastoso, morbido (dare corpo all’ambiente, ai luoghi) come il grasso; deve esprimere un sentimento (dosare la tensione, far aspettare, dilatare, rallentare) come l’espressione del volto.

In sostanza, il bravo autore dovrebbe far vedere soltanto gli effetti della trama, e non la trama stessa, proprio come il corpo mostra gli effetti dello scheletro.

Lo scheletro è inorganico (non del tutto, si sa), ma ciò che lo riveste è vivo e organico, è pelle e muscolo, peli e sudore, ed è tatto, gusto, olfatto, vista e udito. La trama di un romanzo è inorganica, se presa a sé (la tramaMoby Dicksi esaurisce in tre righe), ma deve essere rivestita, appunto, di materiale organico, di vita, di pelle e muscoli, peli e sudore, e di tatto, gusto, olfatto, vista e udito.