La disciplina
La disciplina: scrivo due pagine al giorno, sole o pioggia non importa, nello stesso orario. E non mi sento nemmeno così obbligato a rispettare un argomento o un progetto. Se quel giorno non ho voglia o non mi riesce di andare avanti con il romanzo, poco male, scrivo una lunga lettera a qualcuno. O inizio un nuovo saggio. O perfeziono la lingua di un manuale immaginario. O aggiungo anelli a una serie di pensieri sull’atto di scrivere.
L’obiettivo, ormai raggiunto, è quello di innescare una procedura ripetuta con una costanza tale da far diventare pressoché automatico quel gesto, proprio come avviene con la fame o al sonno. Sto componendo queste stesse note nei giorni in cui sono costretto a interrompere la stesura della scena finale di un noir.

