Conoscenza occulta
In un passo del notissimo Il rosso e il nerodi Stendhal, Matilde, sopra pensiero e con la matita in mano, si accorge di aver disegnato, senza nemmeno accorgersene, il volto di Julien, facendone un ritratto preciso, perfetto. Poi ci riprova, in piena coscienza, e si accorge di non esserne più capace.
Uno psicologo avrebbe speso molte pagine per tentare di spiegare questo processo che potremmo definire di ‘criptocompetenza’, dove la coscienza vigile risulta ingessata e afasica rispetto a quell’altro tipo di coscienza, quella ‘incantata’ e quasi inconsapevole.
Lo scrittore, al contrario, ci mette poche righe, non spiega nulla, tecnicamente, ma porta il lettore alla conoscenza non soltanto del fenomeno descritto, ma anche di sé stesso, delle sue ‘criptocompetenze’ e dei modi per attivarle.

