I ministri noiosi e gli odiati aguzzini
Ancora sul tema del vocabolario.
La lettura di un buon vocabolario etimologico – operazione indispensabile a chi scrive – può anche risultare affascinante.
Ora dirò del mio modo di procedere. Ho stabilito di dedicare quaranta minuti al giorno alla lettura del dizionario etimologico. Siedo al tavolo con carta e penna e do inizio alla lettura. Ogni volta che incontro un’etimologia di abbagliante bellezza ne prendo nota, indicando a fianco della parola italiana l’origine e l’antico significato.
Ai più potrà sembrare un lavoro stupido e noioso, non più intelligente che catturare le talpe vive e seppellirle per punizione.
E invece io ne ho tratto il massimo diletto. La gioia è incontenibile, quando a esempio scopri che ‘aguzzino’ ci arriva dal vocabolo arabo che vale ministro, che ‘annoiare’ ci viene dal latino ‘avere in odio’, che in ‘abbondare’ c’è il traboccare dell’onda di piena da cui si deve fuggire. E, per dirla con Dante, parafrasando: se non godi di queste cose, di che goder suoli?

