101 pensieri sull’atto di scrivere – 33

Costanza e disciplina

La (mia) scrittura nasce dalla costanza, dalla regolarità. O meglio, dalla costanza della regolarità. Senza scale di merito, s’intende. C’è chi scrive la mattina, chi scrive la sera, chi compone di notte, chi ama il pomeriggio, e chi semplicemente stabilisce il numero minimo di righe da scrivere ogni giorno. Va bene tutto, ma per me il punto fermo è la costanza.

Soltanto la tenace applicazione di una regola può infatti trasformare (in me) lo svolgimento di una attività personale nella pratica di un’arte. Soltanto se scrivo assiduamente posso ottenere, e non sempre, un testo dal respiro lieve e vasto, figlio di una sintassi preziosa e di una prosa semplice.

A questo proposito voglio ricordare qui la definizione di arte data da Joseph Bimah:“L’arte è una disciplina che esige uno stile personale. È una disciplina: e perciò soggiace a norme rigorose. Esige uno stile personale: e perciò impedisce la pedestre esecuzione di norme”.

Nella definizione di Bimah il termine ‘disciplina’ va inteso simultaneamente nelle sue due accezioni: il significato primario di ‘argomento’ e la sua estensione a ‘norma di vita’.