101 pensiri sull’atto di scrivere – 42

Scrittura di raccordo e scrittura di potenza

La ‘scrittura di raccordo’ riunisce tutta la gamma delle descrizioni di atti e eventi che derivano da azioni precedenti e conducono alle seguenti, quali a esempio: «Dopo un istante la porta si aprì»; oppure: «Attesi per circa un minuto in una vasta sala»; o ancora: «Chiuse a chiave la porta e scese in strada».

La presenza eccessiva di formule di questo tipo genera in me immediati e elaborati sbadigli. So che è difficile evitarle, e talvolta è impossibile farne a meno in uno schema narrativo, ma bisogna fare di tutto per snidare dal proprio repertorio questi parassiti, quando sono troppi. Il rischio è quello di perdere divista lo stile a favore della mera informazione.

Sulla scrittura di raccordo ho visto cadere penne dorate. I maestri dello stile (che non abbellimento, né ornamento) hanno sempre lavorato con attenzione alla ‘scrittura di raccordo’, anche i più asciutti, e dico Simenon, e dico Bove, che hanno saputo usarla come un muscolo. Di fatti, per quanto mi concerne, ho sempre cercato di tenerla a bada e di sostituirla, dove possibile, con forme meno insipide. Per esempio, adotto spesso, al posto di quella, la ‘scrittura di potenza’, vale a dire mi comporto come il cronoman, il ciclista che deve restare concentrato fino allo spasimo, che non può concedersi pause perché che è solo contro il tempo e deve dare il massimo di sé ad ogni pedalata. Così, allo stesso modo, a ogni giro di frase, o quasi, spremo ogni mia goccia di volontà espressiva, anche per il più insulso passaggio tecnico della narrazione.

Grazie alla scrittura di potenza posso allora sostituire la frase: «Chiuse a chiave la porta e scese in strada» con: «La toppa della serratura mugolò di piacere accogliendo dentro sé le sapienti torsioni della chiave. Ma l’amplesso fu breve, la fretta separò bruscamente gli amanti. Riccardo sfiorò i gradini puntellando il corrimano e volò in strada».

La scrittura di potenza non ti concede riposo. Ma lo scritto sprigiona azione da ogni molecola espressiva.