101 pensieri sull’atto di scrivere – 46

Il ritmo e gli avverbi

Poi c’è la questione del ritmo.

Se da un lato è abbastanza familiare l’idea di ritmo in musica (e anche lì sarebbero necessarie alcune distinzioni), dall’altro risulta meno immediato riconoscere in uno scritto di vasto respiro gli elementi che contribuiscono a instillare nel lettore il senso del ritmo.

Naturalmente, il lettore non è tenuto a ricercarli, questi benedetti dispensatori di ritmo: credo addirittura che non dovrebbero essere troppo evidenti, se, come mi auguro, il fine è quello di favorire nel lettore la sola gioiosa percezione del ritmo, e non già la vista dell’ingranaggio che lo genera.

Ma se il lettore può ignorare i meccanismi deputati alla trasmissione del moto dentro la scrittura, a me non è concesso (ovviamente) altrettanto. Per quanto mi riguarda, il ritmo espressivo risiede soprattutto nei connettivi.