101 pensieri sull’atto di scrivere – 58

Il cuoco ha il frigo vuoto ma sa scegliere

Conosco persone ossessionate dal bisogno di essere costantemente aggiornate sui nuovi libri, sulle novità letterarie, sulle tendenze, sui gusti dei giovani in materia di letture, sui giudizi dei critici. Conoscono addirittura i nomi di tutti i più noti critici. Leggono tutte le riviste letterarie e tutti i giornali che quel giorno regalano l’inserto dedicato alle recensioni. Acquistano i libri di cui si parla, ne discutono durante le cene fra amici e sanno sempre quale opera stia preparando il noto autore ics.

Credo che questo sia il modo migliore per allontanarsi dalla scrittura.

Io credo che lo scrittore non debba leggere molto. Sicuramente, però, deve saper scegliere i pochi libri da leggere. Allo stesso modo del cuoco che sa dedicare la maggior cura e attenzione nella scelta della materia prima, di cui però non riempirà gli scaffali o i frigoriferi per il fine di averla fresca ogni giorno, lo scrittore saprà selezionare le sue letture, che doserà con sapienza nel suo quotidiano impasto di vita e di arte.

Ma come si riconosce, in letteratura, la materia prima di buona qualità? Il cuoco, si sa, possiede occhio ed esperienza, e si rivolge a venditori fidati. E lo scrittore, o il lettore, che ancora non ha sufficiente esperienza?

Ecco allora una serie di consigli che risulteranno utili al giovane che intende calare il suo guscio di noce fra le rapide della scelta letteraria.  

Prima di tutto, se si è studenti, occorre fuggire dal rispetto delle pedanti, ministeriali, agiografiche liste di autori presentati dalle antologie scolastiche per la salvezza delle anime e la difesa della virtù (quale antologia citerà, per esempio, “La storia dell’occhio” di Georges Bataille?). E questa è la difesa passiva.

Ora passiamo alla fase attiva.

Individua fra amici, conoscenti, parenti, professori (qui sarà più difficile), scrittori (gli si può scrivere), dieci persone degne di stima, vale a dire persone dotate di:

  1. proprietà lessicale (la si ottiene solo attraverso le buone letture)
  2. conoscenza dei classici
  3. assenza di ideologie o fanatismi
  4. cautela nei giudizi
  5. attenzione per le forme espressive nuove o sperimentali
  6. desiderio di indurre i giovani alla lettura
  7. abitudine di regalare libri
  8. scetticismo
  9. rapidità nelle citazioni sconosciute e illuminanti.

A ognuna di queste dieci persone chiederai il favore di stilare per te la lista dei dieci libri senza i quali la vita sarebbe stata più triste e vuota.

Incolla su un quaderno i dieci foglietti, e corri in libreria a comprare i libri i cui titoli, saranno tre o quattro, tornano più di una volta. Compra soltanto quelli. E dopo averli letti, uno alla volta, compra tutti gli altri.

Alla fine della lettura avrai sviluppato un tuo gusto letterario: alcuni libri ti saranno piaciuti, altri no, ma intanto il tuo palato avrà imparato a riconoscere il dolce e l’amaro, e il pepato, l’allappante, il profumato, il salato, il delicato nelle portate letterarie.

A questo punto ti tocca procedere da solo. E ora che cosa leggo? Se ancora non ti fidi del tuo gusto, ecco un altro trucco. Leggi la biografia degli autori che, fra quei cento o poco meno, hai maggiormente amato, e prendi nota dei libri e degli scrittori da cui i tuoi maestri dichiarano di essere stati influenzati. E poi corri in libreria, e riprendi la lettura.

E ora torniamo all’esempio del cuoco.

Ho detto che la materia prima deve essere di ottima qualità, e perciò occorre leggere soltanto libri di valore elevato. E ho appena descritto un possibile metodo di scelta.

Ho anche detto, nell’esempio del cuoco, che la materia prima deve essere sempre fresca. Come si applica questo principio allo scrittore? Non certo con la necessità di leggere tutte le troiate che escono ogni giorno.

Il traslato che indica la freschezza dei prodotti va allora inteso in questo modo: lo scrittore non comprerà venti libri, o trenta, alla volta, tornando a casa con i dischi intervertebrali consumati e la spalla lussata, riservandosi poi di leggerli in sequenza, ma vivendo con l’ansia di non poterli nemmeno sfogliare per mesi e con la paura di trovarli impolverati al momento della lettura. Non si scrive con l’ansia addosso. E anche l’ansia di leggere può costituire un ronzio fastidioso nella testa dello scrittore.

Acquisterai non più di uno o due libri alla volta, e tornerai in libreria soltanto a lettura ultimata. A parte, intanto, terrai una cartellina nella quale trascriverai via via i titoli dei libri che desideri leggere. Attingerai da quella lista.