Dal tacere allo sparire
Può anche capitare, un bel giorno, di vedere pubblicato un nostro lavoro, un nostro libro. In fondo non dovrebbe essere poi così difficile, ci vien fatto di pensare, quando, entrando in una libreria veniamo quasi sbalorditi dalla massa di volumi accatastati su scaffali e ripiani, e barcolliamo sbilanciati scorrendo con la testa obliqua i dorsi colorati. In realtà pubblicare non è così facile, tuttavia può davvero succedere.
E può accadere di ricevere due o tre recensioni. Magari ce ne arrivano due sui giornali locali e una su un quotidiano nazionale… E a questo punto può addirittura nascere e prendere consistenza un esiguo, ma fidato parco di lettori affezionati.
Bene, quando tutte queste condizioni sono date è il momento di non esporre troppo il mio corpo, la mia faccia, la mia voce al pubblico.
Mi impongo di anteporre sempre la mia opera alla mia persona.
Se mai avrò un bruscolo di successo sarà per le pagine scritte, non per la faccia.
Sì, è così, cerco di non cedere alla lusinga dell’esposizione fisica. Ogni autore, anche il migliore, è inferiore alle sue opere (comprese le più brutte).

